Partendo da una massima di Robert Musil secondo la quale "Gli ideali hanno strane proprietà, fra le altre anche quella di trasformarsi nel loro contrario quando si vuol seguirli scrupolosamente", sembra divenuto ormai consuetudine l’equilibrio trasformista che regna tra maggioranza ed opposizione.Dall’inizio della legislatura i cambi di casacca sono stati ben 50, tutti rigorosamente bipartisan. La tabella a lato mette in bella mostra i nomi di coloro che vanno fieri nel ripetere "Non è un tradimento agli elettori", deputati e senatori che, a distanza di circa un anno dalla loro elezione, decidono di saltare il fosso lasciando dietro di sé retorica di banale politica.
Un caso a parte è il fenomeno Storace. Pur non trattandosi di una metamorfosi risolutiva è pur sempre la dimostrazione di come siano precari gli attuali equilibri politici: la fuoriuscita da AN dell’ex Ministro della Salute ha suscitato dure reazioni all’interno del Parlamento.
Una su tutte quella del deputato di Alleanza Nazionale Fabio Rampelli che, con una lettera pubblicata su Il Messaggero (14.07.2007) esprime all’ex collega di partito i risentimenti suoi e di un popolo di destra non più silenzioso.
Rampelli chiede a Storace se "E’ stato di destra sottrarre con la Lista Storace ad An buona parte di quel 7% di consensi e dei 5 consiglieri regionali espressi, salvo poi constatare che tra questi uno solo è rimasto al suo posto mentre quattro hanno cambiato partito".
Se "E' stato di destra negare spesso meritocrazia e capacità di raccogliere il consenso perseguendo troppe volte logiche di potere e di corrente".
Se "E’ di destra farsi eleggere senatore con Alleanza nazionale per poi fuoriuscirne senza dimettersi da Palazzo Madama, come se il seggio fosse proprietà privata e non degli elettori di An".
E ancora, se "E' di destra appropriarsi della fiaccola della Giovane Italia, del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani adottandola come simbolo del tuo nuovo partito…".
Al di la delle note personali, dalle parole di Rampelli emerge chiaramente un "bisogno di destra", un'urgenza di riportare alla luce quei valori e quella forza tutta insita nella destra e che ha contribuito a fare la storia di AN.
"Mi avete fatto vergognare di essere di destra…" scrive ancora il deputato che esprime senza mezzi termini il suo credo politico: "Essere di destra per me significa entrare in un’istituzione con i propri mezzi e rimanerci con lo stile e gli strumenti del giorno prima...Le mie sferzate erano e restano quelle di chi non vuole assistere a una nostra vittoria senza di te. Sarebbe una mezza sconfitta…Pensaci".
Essere di destra. E’ racchiuso in questa citazione tutto l’affanno che il popolo di destra oggi deve combattere, migliaia di militanti costretti a dimenarsi fra la collera contro gli atti compiuti dalla maggioranza di governo e fra le perplessità verso le scelte politiche dell’opposizione di riferimento.
Se è vero che sia destra che sinistra hanno in parte perso il loro smalto accattivante, lasciando i lustrini alle estreme, è anche vero che quei principi e quei valori che hanno fatto "la destra" sono profondamente radicati nei cuori di chi crede.
Basta solo un cenno. Il popolo risponderà.












